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    August 03

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    Rasta Nighttt

    Wow ieri sera siamo andati alla Capannina a vedere i rapponi!!
    Berto ha pure fatto la sfida contro quel ciccione di Oppio ma nonostante le urla mie e di vero "Brutto...Ritirati...Grassone...Pagliaccio" quei suoi amici fans cretini l'hanno fatto vincere!! Oibò...
    Ma la serata è continuata in compagnia del nostro grande amico Babaman!!! Appena è salito sul palco la folla è andata in delirio ed io dalla prima fila ho potuto fare un saccone di fote che metterò poi sul blog...Aspetto Bugo e Tonino Carotone!! Linguaccia
    Insomma ci siamo scatenati...Cantato e ballato anche se a Vero non è che gli sia piaciuto piu' di tanto...Poi c'è stato bassi Maestro ma io ad una certa sono andata a sedermi che non ce la facevo piu'...Ero stra fradicia di sudore...Vabbè che la serata prima c'eravamo allenati con i tossici & la loro Break beat ma ieri ad un certo punto non ci si faceva piu' con quelle rime e la musica sempre uguale...
    Cmq sono diventata unafan di Baba...Lui si che è ganzo!!! Cuore rosso
    Ma la serata è continuata perchè dopo siamo andati dal Pompo e lì abbiamo potuto far amicizia con degli autoctoni un po' bizzarri...
    Il tizio con la camicia rosa ( mezzo ubriachello) era il personaggio piu' buffo e faceva delle figura di merda una dietro l'altra ma se ne sbatteva equindi è un grande...Della serie va dentro al bombo dove c'è la gente a far la fila ed inizia ad urlare "MArianna dammi una cicca" o "MArianna fumi troppo" Oo " MArianna c'ha il costume bombato...Le tette finte..." E bla bla...Poi c'era uno con i capelli neri un po' grosso (anche lui brillo) ma simpa e c'ho parlato...E poi il gruppo di Fascisti che pensava ceh Michelin fosse davvero Gay e che iio stessi con Berto...Che pezzi!! E il Rasta e il tizio fisionomista pittore dj del '79 e poi sono arrivati anche babaman e Bassi MAestro allor l'abbiamo illustarti ai nostri nuovi amichetti...Certo quante Emo Emozioni tutte in una serata!! Davvero indimenticabile!! Animoticon
    Insomma io mi sarei svegliata da poco...Non so se nel pome si va al mare ma non sarebbe una cattiva idea visto il caldo che fa...Almeno sto un po' a mollo!! E poi stase grande serata all'affligem con un gruppo punkkk punkkk italiano e poi un dj darkkk No Wave...
    Che bello!!! MmMery si sentirà a suo agio!!!
    Ora vi saluto....Metto un' immagine di Babaman giusto giuto per farvi un'idea!! Ciauuuuu
    July 29

    GM Prozac +

    Mi farei analizzare per capirti
    viaggierei all'infinito per te
    volerei nel vuoto per averti
    farei di tutto
    Nuoterei nel fango se tu mi guardassi
    smetterei di ridere per te
    mi farei sputare per averti (nei concerti:"per baciarti")
    mi farei uccidere...

    Yeh yeh yeh yeh...

    Mi farei ipnotizzare per pensarti
    e poi dissanguare per sfiorarti
    lascerei mia madre per toccarti
    mi farei sodomizzare per te
    smetterei di farmi per baciarti
    mi farei uccidere...

    Yeh yeh yeh yeh...

    Mi farei analizzare per capirti viaggierei all'infinito per te
    volerei nel vuoto per averti
    striscerei per giorni per leccarti
    nuoterei nel fango per un po' di te...
    mi farei uccidere...

    Yeh yeh yeh yeh...


    July 27

    the boy with the thorn in his side + storia

    The boy with the thorn in his side
    Behind the hatred there lies
    A murderous desire for love
    How can they look into my eyes
    And still they don't believe me ?
    How can they hear me say those words
    Still they don't believe me ?
    And if they don't believe me now
    Will they ever believe me ?
    And if they don't believe me now
    Will they ever, they ever, believe me ?
    Oh ...

    The boy with the thorn in his side
    Behind the hatred there lies
    A plundering desire for love
    How can they see the Love in our eyes
    And still they don't believe us ?
    And after all this time
    They don't want to believe us
    And if they don't believe us now
    Will they ever believe us ?
    And when you want to Live
    How do you start ?
    Where do you go ?
    Who do you need to know ?


    Oh ...
    Oh no ...
    Oh ...
    Laa ...
     
     

    Smiths

    Il pop al potere



    Hanno affossato la stagione punk, coniando una nuova formula di pop destinata a influenzare moltitudini di nuove band, britanniche e non. Ma la loro forza sono stati anche i testi, disperati e irriverenti, in cui si è specchiata una generazione. Ritratto degli Smiths, una delle band più amate e odiate della new wave
     
    Gli Smiths sono stati uno dei gruppi più influenti degli anni Ottanta. Non sempre i loro album sono stati all'altezza dei singoli, ma la loro formula, fatta di canzoni intimiste, melodiche e raffinate, ha contagiato un'intera generazione, condizionando il successivo sviluppo del pop britannico. Senza gli Smiths, forse, band come Verve, Radiohead o Belle and Sebastian non sarebbero mai esistite oppure sarebbero state qualcosa di profondamente diverso. Ma dal suono degli Smiths (rovinandolo) ha preso l'abbrivio anche la corrente più corriva del brit-pop, quella di Oasis, Blur e compagnia. In ogni caso, Morrissey e soci hanno impresso una netta svolta alla storia del rock britannico, soffocando gli ultimi spasmi del punk e rilanciando le ricette pop all'interno della new wave.

    La storia degli Smiths comincia nella grigia e inquieta Manchester dei primi anni '80. E' qui che il chitarrista John Marr contatta il cantante Steven Patrick Morrissey, personaggio particolare, amante di Oscar Wilde e del decadentismo, ma anche dei poeti e degli chansonnier francesi (da Baudelaire a Brel), con il culto di James Dean. I due formano così il nucleo fondamentale degli Smiths. Qualche tempo dopo si aggiungono alla band il bassista Andy Rourke e il batterista Mike Joyce. In una scena britannica caratterizzata dagli ultimi e stanchi rigurgiti del punk, gli Smiths cambiano registro, rispolverando il pop, quello d'alta classe della scuola britannica di Beatles, Kinks e Bowie. Morrissey compone musiche malinconiche e trasognate, con orchestrazioni scarne, a base di archi, e melodie suadenti. Un repertorio che la band trasporta dal vivo, in una serie di concerti, attirando l'attenzione dei discografici e riuscendo a firmare, nella primavera 1983, per la Rough Trade.

     

    Attraverso una serie di singoli, gli Smiths si impongono presto all'attenzione del pubblico. Il primo, "Hand in glove", è un folk-rock incalzante, il successivo "This Charming Man" è una ballata briosa che riecheggia i Pretenders, "What Difference Does It Make" è un boogie possente e trascinante. Con questo tipo di brani, gli Smiths riescono a interpretare alla perfezione il mutamento generazionale: dalla rabbia punk all'umore desolato e decadente di una nuova schiera di "kids". Il suono della band inglese raggiunge forse il suo apice nell'ultimo singolo del periodo, "How Soon Is Now": una lenta litania da muezzin accompagnata dal tremolo psichedelico della chitarra, che si snoda in modo ipnotico e suggestivo.

    Nella primavera '84, esce l'album d'esordio The Smiths, che scala subito le charts britanniche arrivando fino al 2° posto. Le architravi sonore degli Smiths sono da un lato il caratteristico arpeggio "fatato" del chitarrista Johnny Marr (Maher), sorta di Tom Verlaine in chiave ancor più romantica e decadente, dall'altro il crooning sensuale e disperato di Stephen Morrissey. Ad aggiungere un fascino al tempo stesso tragico e polemico all'operazione erano le liriche dello stesso Morrissey, omosessuale introverso e iper-sensibile". Uno stile che ricorre anche nel successivo Meat Is Murder (1985), che segna però un passo indietro, malgrado la ballata raffinata di "That Joke Isn't Funny Anymore".

     

    Ma è nel 1986, con The Queen Is Dead che gli Smiths raggiungono la piena maturità. E' un lavoro raffinato, con testi introspettivi ma anche irriverenti, e musiche in bilico tra il pop più orecchiabile e la sperimentazione di scuola new wave. Una decina di canzoni delicate e deliziose, costruite su uno stile asciutto, capace di sedurre con pochi, essenziali elementi, tra cui l'espressiva vocalità di Morrissey, crooner decadente e inconsolabile, che in alcuni episodi (l'umoristica "Frankly, Mr. Shankly", ma anche la severa "I know it's over") fa persino il verso a Frank Sinatra. Gli episodi migliori dell'album, però, sono quelli in cui ritornelli intriganti si innestano su partiture solo in apparenza semplici, come nell'apocalittica title track, che si rifà al dark-punk d'annata, nella bizzarra "Bigmouth strikes again", nella ballata classicheggiante di "The boy with the thorn in his side", o nell'orchestrale "There is a light that never goes out". Il sarcasmo di Morrissey travolge "intoccabili" istituzioni inglesi, dalla famiglia reale di "The Queen is dead" alla Curia di "Vicar in a tutu". E il suo umorismo, sempre più nero e autoironico, si sublima in pezzi come "Cemetry Gates" (un romantico rendez-vous in un cimitero) e la splendida "There is a light that never goes out" (che racconta di un "celestiale modo di morire in due", travolti da un autobus a due piani...).

    Gli Smiths sono ormai il riferimento per una nuova generazione di ragazzi, che ne segue look, stile e ideologia. I media li osannano. Eppure Morrissey, che non ama apparire in pubblico, sostiene che la band ha sempre fatto tutto da sola: "Gli Smiths non hanno mai avuto un aiuto da anima viva in questo pianeta. In un mondo come quello della musica, dominato dalle leggi diaboliche del business, la nostra stessa sopravvivenza è un miracolo". A chi li accusa di fare musica per una generazione di adolescenti depressi e in crisi d'astinenza, Morrissey replica così: "Può darsi, ma queste persone sono importanti. I loro desideri sono importanti, tutti i nostri desideri contano. Altrimenti per chi dovremmo cantare? Per la Thatcher?". Mentre i veri nemici degli Smiths, per il loro leader, sono "i fanatici della musica dance, dei suoni privi di umanità, quelli che hanno perso la fede e non credono in niente". Un odio contro le discoteche che Morrissey sublima in un brano al fiele come "Panic": "Burn down the disco/ Hang the blessed D.J./ Because the music that they constantly play/ It says nothing to me about my life" ("Brucia la discoteca/ Impicca i benedetti dj/ perché la musica che mettono sempre/ non ha niente da dire sulla mia vita").

     

    Oltre a "Panic", nel 1986 escono anche altri due singoli: la ritmata "Ask" e la insolitamente dura "Shoplifters Of The World", che fanno da preludio all'uscita del nuovo album, Strangeways Here We Come (1987). E' un disco che ripropone Morrissey e soci al massimo delle loro potenzialità. Ci sono le melodie contagiose di "Sheila Take A Bow", la ballata funerea e cadenzata di "Girlfriend In A Coma", la metafisica "Death Of A Disco Dancer", ma soprattutto "Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me", un valzer spettrale e struggente il cui testo si rivela uno dei più toccanti dell'intera produzione di Morrissey.

     

    Protagonisti anche sulla scena politica con il movimento di "rock socialista" Red Wedge, gli Smiths, proprio al culmine della loro popolarità, si sciolgono nel 1988. L'antologia doppia dei loro singoli The Smiths Best, I e II (1992) condenserà il meglio della loro produzione. Ma le strade di Marr e Morrissey si separano definitivamente: il primo forma gli Electronic con Bernard Sumner dei New Order, il secondo intraprende una carriera solista che lo vedrà sempre al centro dell'attenzione dei media, ma molto distante dai traguardi raggiunti con gli Smiths.

    Il suo primo album Viva Hate (1988) presenta un paio di singoli d'effetto come "Everyday Is Like Sunday" e "Suedehead", ma ripropone anche i limiti degli Smiths: un canto monotono e lamentoso all'eccesso, brani ripetitivi e stucchevoli, arrangiamenti prevedibili. Con Bona Drag - forte di singoli come "Interesting Drug" (con Marr alla chitarra e Kirsty MacCall al controcanto), "Ouija Board, Piccadilly Palare" (uno ska alla Madness) e "Yes, I Am Blind" (un gospel teatrale alla Nick Cave) - Morrissey tenta di invertire la rotta di un declino inesorabile. Ma i successivi album Kill Uncle (1991), Your Arsenal (1992) e Vauxhall And I (1994), pur ottenendo un buon successo di pubblico, non aggiungono molto al suo repertorio. Semmai, ad emergere, sono le sue liriche, sempre argute e irriverenti (ma accusate talvolta di razzismo). E anche il personaggio-Morrissey continua a imperversare, con uscite provocatorie contro "mostri sacri" d'Inghilterra (la Famiglia reale) e del rock (Live Aid).

    Nel 1994, però, Morrissey torna ad emozionare con "Interlude", un magico duetto con Siouxsie sulle note di una ballata struggente e romantica. Ma nonostante la collaborazione del produttore Steve Lillywhite (U2), il successivo e pomposo album Southpaw Grammar (1996) non riaccende gli entusiasmi. Forse più interessante, allora, un disco come Maladjusted (1997) che ripropone Morrissey nei panni più sobri di chansonnier che meglio gli si addicono, con brani disperati e ironici al tempo stesso come "Satan Rejected My Soul".


    Il clamoroso ritorno nel 2004 con You Are The Quarry rilancia le quotazioni di questo guru del pop contemporaneo, traghettandone il sound nel nuovo millennio.
    Morrissey è ancora capace di emozionare con morbide melodie disegnate dalla sua calda voce rassicurante che domina in tutte le 12 tracce, grazie anche a un'essenziale e precisa sezione ritmica, sulla quale trovano riscontro delicate trame di chitarra e tastiere, alternate a distorsioni sature e a un moderato uso di loop e synth. Per nulla scontati i testi delle canzoni: la dialettica di Morrissey è molto incisiva, semplice, diretta e intrisa di ironia. Eloquente in questi termini "America Is Not The World", dove il modello americano all'insegna di libertà e pari opportunità viene messo in discussione, così come Oliver Cromwell e i regnanti inglesi in "Irish Blood English Heart", il singolo power-pop.
    In "I'm Not Sorry", Morrissey non rinnega nulla di ciò che ha detto o fatto in passato, mentre in "The World Is Full Of Crashing Bores" (uno dei vertici dell'album) tira in ballo l'opportunismo e la mediocrità che dilagano nel mondo, un tema rivolto in modo specifico ai suoi detrattori in "How Can Anybody Possibly Know How I Feel?". C'è spazio anche per la sensualità di "Let Me Kiss You" e per la commovente introspezione di "Come Back To Camden" (altro pezzo forte della raccolta), mentre stanno nell'irresistibile crescendo di "I Have Forgiven Jesus" alcuni tra i versi migliori dell'album, rivolti direttamente a Gesù Cristo ed esaltati da un'interpretazione magistrale.
    "First of the Gang to Die", infine, è un motivetto irresistibile, degno die tempi d'oro degli Smiths.

    Due anni dopo, ecco Ringleader of the Tormentors, registrato a Roma, con un mostro sacro come Tony Visconti in cabina di regia, desideroso di pronto riscatto dopo l’inenarrabile flop di “Reality”, il suo ultimo lavoro con David Bowie. L’ispirazione del nostro prende forma in canzoni complesse come l’acida e cupissima arringa iniziale, “I Will See You In Far Off Places” e la lunga “Life Is A Pigsty”, una delle pagine più riuscite e coraggiose della sua carriera solista.
    Le canzoni si segnalano, tutte, per la loro perfezione formale. “Dear God Please Help Me”, al cui arrangiamento ha contribuito Ennio Morricone, eccede forse in sentimentalismo, ma anche nei momenti meno convincenti (ad esempio l’immancabile ballatona à-la Elvis “I’ll Never Be Anybody’s Hero Now”) a salvare la baracca c’è sempre quella voce, calda e profonda, in grado di emozionare come poche altre.
    Peccato che se da un lato Morrissey si mostra ispiratissimo nel costruire il ritornello killer (appunto!) di “You Have Killed Me”, splendida, perfetta pop-song saggiamente scelta come singolo apri-pista, dall’altro canzoni come “The Father Who Must Be Killed” o la conclusiva “At Last I Am Born”, per quanto la forma sia, come detto, impeccabile e pure i contenuti non manchino, non riescono a catturare come dovrebbero. Funzionano meglio brani più diretti e meno ambiziosi come “On The Streets I Ran” e “The Youngest Was The Most Loved” che d’altra parte non fanno che ricalcare il singolo, con solo un po’ di brillantezza in meno. E sia il brano più pop, “In The Future When All Is Well”, che quello più atmosferico “To Me You Are A Work Of Art”, sanno fin troppo di maniera.

     

     



    the boy with the thorn in his side

     

    Panic smiths

    Panic on the streets of London
    Panic on the streets of Birmingham
    I wonder to myself
    Could life ever be sane again ?
    The Leeds side-streets that you slip down
    I wonder to myself
    Hopes may rise on the Grasmere
    But Honey Pie, you're not safe here
    So you run down
    To the safety of the town
    But there's Panic on the streets of Carlisle
    Dublin, Dundee, Humberside
    I wonder to myself

    Burn down the disco
    Hang the blessed DJ
    Because the music that they constantly play
    IT SAYS NOTHING TO ME ABOUT MY LIFE
    Hang the blessed DJ
    Because the music they constantly play


    On the Leeds side-streets that you slip down
    Provincial towns you jog 'round
    Hang the DJ, Hang the DJ, Hang the DJ

    Panic smiths

     

    Last night..

     
    Last night I dreamt
    That somebody loved me
    No hope, no harm
    Just another false alarm

    Last night I felt
    Real arms around me
    No hope, no harm
    Just another false alarm

    So, tell me how long
    Before the last one ?
    And tell me how long
    Before the right one ?

    The story is old - I know
    But it goes on
    The story is old - I know
    But it goes on

    Oh, goes on
    And on
    Oh, goes on
    And on

    last night i dreamt that somebody loved me

     

    Please please...

    Good times for a change
    See, the luck I've had
    Can make a good man
    Turn bad

    So please please please
    Let me, let me, let me
    Let me get what I want
    This time

    Haven't had a dream in a long time
    See, the life I've had
    Can make a good man bad

    So for once in my life
    Let me get what I want
    Lord knows, it would be the first time
    Lord knows, it would be the first time

    Smiths please please please let me get what i want

     

    Wow il concerto degli editorssss!!!

    Wow!! L'altro ieri siamo stati a Florenze!! Eravamo io, Michelin e Vero e ci siamo spisciati e fatto figure di cacchina tanto per cambiare!!
    Siamo partiti dopo pranzo e quindi fatto shopping nel pome!!
    Abbiamo fatto il regalino al nostro amico Berto e lo scherzetto al Tassi!! ^^ ..........E poi siamo andati alla fortezza da basso e c'erano un botto di stand con la cucina internazionale!! Tailandese, argentina, messicana, brasiliera..E naturalmente quella napoletana!!
    Ho fatto un sacco di foto, anche al concerto!!
    Prima che suonassero gli editors c'era il gruppo spalla che faceva schifo....Nauseato
    Ma poi hanno messo un cd degli Smiths e io sono rimasta flesciata Caldo troppo belli...
    E poi sono arrivati gli editors e dopo un po' ci siamo buttati anche noi nella mischia...Dietro di noi avevamo le Groupies che urlavano al cantante frasi del tipo: "Sposami, sei bello, ti amo...E bla bla bla"
    Allora io e Vero abbiamo iniziato ad urlare " Rude, la pummarola, I wanna be your girlfriend!!"
    E poi abbiamo chiamato Berto e gli abbiamo dedicato una song e gli abbiamo detto che era degli Him perchè a lui piace tanto il cantante!! Sorriso
    Purtroppo il concerto è durato solo un'ora e venti!! Triste........Cmq dopo abbiamo fatto un giro per gli stands e comprato delle cose di cui io una borsa e due paia di orecchini molto caramellosi!!! uhuh e poi io e vero abbiamo rimorchiato degli albanesi!! Allora siamo scappate a ballare la Gasolina e papi chulo e poi hanno pure messo il raggaeton!! Animoticon
    Davvero molto emo emozionante!! E poi siamo ripartiti anche perchè era tardi e quando siamo tornati siamo amdati dal pompo in condizioni disastrose e abbiamo inbucato la cartolina per il Tassi, la cortolina di piazza dei miracoli di pisa con dietro scritto " Save, amico Tassi...Come vedi siamo qui a firenze!!!"" Linguaccia Ahahhahahaahh!!! E poi basta, sono andata a letto anche perchè erano le 4 passate e noi eravamo kaputt!!
    Oggi pome si dovrebbe andare al mare con gli amici, speriamo vengano almeno ci divertiamo!!
    Zut zut
     
     
    July 22

    Serata Splatter...

    Wow ieri sera seratina splatterosa!! A casa di vero con Marinna e manolo!!!
    Davvero molto Emo!! Ahah !! Certi pezzi!! peccato che Michelin se la sia persa...ha passato tutto il giorno sul wc poretto!! Pecora nera
    E poi abbiamo visto le foto dei diplomati del 2003, fra cui il commesso della gardenia e il finto cugino di Michelin!! Caldo
    Troppo bello...Poi s'è fatto un giretto per il velodromo ma io e Vero siamo state abbandonate...
    Cmq stase ci vestiamo a tema!! Ognuno da chi gli pare basta travestirci!! AHAH Party
    Vi saluto...